L'intervista di Pisanotizie al consigliere provinciale Andrea Corti: i ritardi nelle fatturazioni dopo lo scandalo, i costi elevati del servizio di raccolta rifiuti e le implicazioni politiche della scelta del socio privato Franco Forti.

A dieci giorni dalla pubblicazione dell'inchiesta di Pisanotizie sul ruolo dell'imprenditore Franco Forti nella gestione della Geofor S.p.a., si iniziano a registrare le prime reazioni delle parti coinvolte e del mondo politico. A prendere la parola per prima è stata la Federazione pisana di Rifondazione Comunista, che prendendo atto del "forte condizionamento" che il socio privato Franco Forti ha esercitato sulla politica aziendale fino al 2006, e che è stato oggetto di indagine da parte della Guardia di Finanza nel corso degli accertamenti sulla falsificazione delle percentuali di raccolta differenziata dichiarate e fatturate da Geofor ai Comuni.
Pisanotizie ha intervistato Andrea Corti, consigliere provinciale del Prc e assessore all'Ambiente del Comune di San Giuliano fra il 2007 e il 2008.
Consigliere Corti l'ha stupita leggere sulle pagine del nostro giornale quali erano le relazioni fra l'ingegner Forti, Geofor S.p.a. ed Ecofor Service S.p.a.?
Leggendo il vostro articolo ho trovato una conferma di quella che era sempre stata la sensazione che avevamo avuto.
Cioè che Forti esercitasse un potere eccessivo all'interno della società?
Esattamente. Solo dopo il 2006 c'è stato un riequilibrio dell'assetto societario, con l'ingresso di altri soci privati, per cercare di limitare il potere del socio privato che allora esprimeva l'amministratore delegato. Già con la fusione di Gea ed Ecofor, divenuta attiva all'inizio del 2001 a seguito del protocollo di intesa firmato tra i comuni di Pisa e Pontedera e l'Impresa Forti, sorse il dubbio che ci fosse stata una svalutazione del patrimonio di Gea. Per questo motivo Rifondazione Comunista, attraverso i due consiglieri di allora, Maurizio Bini e Roberta Fantozzi, svolse
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