mercoledì 28 ottobre 2009

Intervista a Ferrero di Andrea Fabozzi su Il Manifesto del 27/10/2009

Anche Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, ha fatto gli auguri a Bersani «ci mancherebbe, abbiamo un ottimo rapporto personale» ma più in là non va. Da questa parte della sinistra «extraparlamentare» non ci si aspettano grandi novità nel rapporto con il Pd. Opposizione comune al governo sì – ma proprio oggi Ferrero presenta una manifestazione di Prc e Comunisti italiani con Di Pietro – alleanza per il governo no.

Segretario Ferrero, cosa cambia per voi con l’elezione di Bersani?
La cosa principale è l’uscita dal veltronismo, inteso come autosufficienza del partito democratico. Un’idea che si teneva insieme con il tentativo di cancellare della sinistra attraverso le soglie di sbarramento e il voto utile. In secondo luogo da parte di Bersani mi pare che ci sia un’attenzione maggiore al quadro sociale.

Lo dice per il riferimento che ha fatto all’«alternativa»?
Al momento è solo uno slogan diverso, vedremo cosa c’è dentro e se qualcosa cambierà sul serio. Io me lo auguro, ma il fatto che Bersani non eluda la questione sociale non vuol necessariamente dire che saprà proporre risposte di sinistra. Perché si tratta non solo di andare contro le politiche di Berlusconi ma anche quelle di Confindustria. Su questioni come la redistribuzione del reddito e l’intervento dello stato nell’economia. Ci confronteremo ma resto prudente. La vera novità è quella sul sistema politico, la fine della «vocazione maggioritaria».

Che però faceva il paio con la vostra scelta, da sinistra, di rompere con il Pd. È tempo di rivedere anche questa posizione?
No, io penso che il problema più urgente sia superare il bipolarismo così com’è. Altrimenti l’alternativa che ci viene posta è sempre quella tra il voto utile e l’andare al governo con Mastella. Bersani mi sembra disponibile ad andare oltre questo bipolarismo chiuso che è poi il terreno di crescita del berlusconismo e insieme l’arma di distruzione della sinistra. Col bipolarismo non si sposta niente, le lotte sociali non incidono. La Cgil ha fatto i suoi scioperi ma nulla si è mosso.

Al momento Bersani si limita a riaprire le porte a un’alleanza a sinistra, nel quadro dell’alternanza centrosinistra-centrodestra.
E noi confermiamo che non ci sono le condizioni per fare un accordo di governo con questo centrosinistra. E che siamo ovviamente interessati a costruire un’alleanza per battere Berlusconi, ma non per riprodurre lo schema bipolare.

Non teme l’isolamento nel momento in cui Sinistra e Libertà è più disponibile a cercare un accordo?
Non si possono fare pasticci. Non si può firmare un accordo di governo e poi scoprire che sulle liberalizzazioni la pensiamo in modo opposto, che sulla guerra in Afghanistan non siamo d’accordo per niente. Vedo lo spazio di un discorso comune per battere Berlusconi, ma in questo contesto gli elementi di unità sono tutti da cercare.

Va a finire che proprio l’elezione di Bersani scaverà un solco tra voi e Sinistra e Libertà. Vi eravate mandati messaggi concilianti negli ultimi tempi, il rapporto col Pd può far crollare tutto?
Chi oggi vede lo spazio per alleanze di governo non si capisce perché non si sia alleato con il Pd già nel 2008. È sbagliato immaginare adesso tranquillamente un accordo con il Pd senza valutare cosa è successo col governo Prodi. Chi lo fa ha un’altra linea politica: si pone come una corrente esterna del Pd. È legittimo ma è un’altra cosa. Il discorso è però prematuro, questo è il momento di mandare a casa Berlusconi con un’opposizione comune.

Anche con l’Udc?
Più larga meglio è, ma sempre sui contenuti. Bisogna passare da una discussione tutta sulla moralità del premier alle questioni economiche e sociali.

Non vi sarà indifferente la possibilità che dal Pd si scindano teodem e rutelliani.
Il fatto che se ne vada qualcuno non sposta automaticamente a sinistra quelli che restano. Io nei due anni di governo Prodi non ho litigato solo con Mastella ma con tutto il resto del governo sulle politiche economiche, sulla guerra e le grandi opere. Per questo considero poco serio fare finta di non vedere quei nodi politici che abbiamo già incontrato soltanto perché Bersani viene da una storia più di sinistra di Franceschini. Altrimenti riproduciamo lo stesso schema: ogni dieci anni facciamo un governo che alla prova dei fatti non reggiamo.

lunedì 26 ottobre 2009

FANTOZZI, PRC: FERROVIE, REINTEGRO DE ANGELIS VITTORIA DEL DIRITTO lunedì 26 ottobre 2009


Dichiarazione di Roberta Fantozzi, esponente della Segreteria nazionale e responsabile Lavoro e Welfare del Prc-Se.
Il reintegro al suo posto di lavoro del macchinista Fs e rappresentante per la sicurezza, Dante De Angelis da parte del Tribunale di Roma, è una bella notizia per tutte le lavoratrici e i lavoratori di questo Paese. Le Fs vengono condannate per il loro atteggiamento antisindacale, quelle Fs, che come il Rapporto annuale nazionale per la sicurezza delle Ferrovie 2008 denuncia, sono in una condizione di grande insicurezza degli impianti; Il reintegro di Dante De Angelis è il ripristino e la vittoria del diritto, dei diritti dei lavoratori contro l’arroganza di quanti vorrebbero farne carta straccia. E’ la vittoria di chi vuole che venga garantita la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini contro quanti la vorrebbero relegare a variabile dipendente dei bilanci aziendali. Ringraziamo Dante De Angelis per quello che ha fatto: il suo dovere i rappresentante della sicurezza. Lo ringraziamo per aver resistito in tutti questi lunghi e difficili mesi, con i migliori auguri di buon lavoro!
-- Ufficio stampa Prc-SE

sabato 10 ottobre 2009

Il 17 ottobre ci sarà la manifestazione nazionale a Roma

"NO AL RAZZISMO"

promossa da un ampio e vasto movimento di organizzazioni tra cui anche il nostro Partito.
Fondamentale per la riuscita di questa importante manifestazione è l'impegno.

Firmiamo e facciamo firmare l'appello di adesione a singole cittadine, cittadini, organizzazioni e associazioni dei diversi territori. L'appello è stato scritto da Manola Guazzini. (http://www.firmiamo.it/perlamanifestazionedel17ottobre)


Martedi 13 dalle 18.30 in poi

PRESIDIO CONTRO IL DECRETO SICUREZZA

mobilitazione e sensibilizzazione

alle LOGGE DI BANCHI di Pisa



Infine come partito abbiamo organizzato il viaggio a Roma per il 17 ottobre con partenza da Pisa e da Pontedera la mattina

(ore 8.00 circa) che potrete prenotare e far prenotare al numero 0509711526 oppure al 3280254173