domenica 7 febbraio 2010

Grave situazione al Don Bosco: “Non dimentichiamo il popolo dei detenuti”

In relazione all’articolo apparso su Il Tirreno, riguardante le condizioni della struttura del penitenziario don Bosco, vorremmo mestamente mettere a fuoco alcuni aspetti altrimenti facilmente travisabili da parte dei lettori. Non è certo un mistero per la popolazione pisana, ed in particolare modo per la popolazione detenuta, la cattiva condizione della struttura del don Bosco, passandoci davanti (senza voltarsi istintivamente dal lato opposto) non può che balzare agli occhi tanto grigio squallore, tanto da sembrare assurdo che in esso siano costrette a vivere tante persone: circa il doppio di quelle che la legge consentirebbe. La sospetta presenza di amianto nelle mura non è certo l’aspetto più grave, la scorsa estate a causa di un ritardo del ministero nel pagamento delle bollette l’azienda concessionaria ebbe modo di lasciare al secco i detenuti, immaginate dover fare i propri bisogni nel sacchino della immondizia…la sala colloqui non recepisce le normative di legge non consentendo quell’attimo di rilassatezza tra il detenuto ed i propri cari, le celle sono prive di doccia ed acqua calda e via dicendo: è la situazione insomma della maggioranza delle carceri italiane, e la responsabilità principale come sempre è politica, va ricercata al vertice e non certo incolpando questo o quel funzionario pubblico.

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