martedì 9 febbraio 2010

Spedita alla stampa e mai pubblicata

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA

P I S A

Pisa 5 febbraio 2010


Siamo alle soglie delle elezioni regionali e, come è giusto che sia, è evidentemente iniziata la campagna elettorale. In questo senso leggiamo la recente nota del segretario provinciale del PD Ivan Ferrucci che immancabilmente alla vigilia di ogni elezione ribadisce, con evidente accezione negativa, la “prospettiva identitaria di PRC e PDCI”. Allo stesso tempo viene delineata come orizzonte programmatico del PD una nuova visone del patto costituzionale e la costituzione di una nuova cultura ed una nuova classe dirigente. Il passaggio aulico con cui Ferrucci sintetizza tali e condivisibili esigenze sembra però dettato da una impostazione per così dire “tradizionale” della politica, ossia dire tutto e niente, tralasciando forse la parte più interessante e “nuova”, ovvero come, con quali strategie si intendono realizzare i desiderata. Già Enrico Berlinguer, pochi anni prima della sua morte, guardava con sospetto ad un “nuovismo” per così dire teorico più che declinato sulle problematiche reali e sulle contraddizioni non risolte che strutturano la nostra società, ancora oggi e forse di più, in pesanti e inaccettabili diseguaglianze. Il nostro presunto identitarismo, che si traduce in una richiesta di scelte e di chiarezza è forse più moderno e più consono ad una revisione culturale della politica e del suo ruolo nella società. Su queste basi vorremmo confrontarci in una, come dice Ferrucci, “riflessione programmatica e culturale”. Un confronto aperto, però, non rilegato nelle stanze dei partiti, ma rivolto a tutti coloro che vedono nel liberismo aggressivo, nel mercato senza disciplina e senza altra preoccupazione se non quella di soddisfare l’ambizione individuale e l’arricchimento “pret-à-porter”, le cause principali della involuzione della nostra società. Un confronto reso ancora più necessario dalle derive populiste e autoritarie dell’attuale governo di destra.

Ed allora, per esplicitare compiutamente, la nostra posizione non c’è niente di meglio che partire da temi concreti: il tema della filiera corta in agricoltura, ad esempio, ci vede spesso su posizioni convergenti, l’esigenza di coniugare la tutela dell’ambiente con la qualità degli alimenti e la possibilità di affermare nuove opportunità di impiego per i giovani, è largamente condivisa. Esiste però un elemento incontrovertibile che ostacola questo percorso, ovvero il consumo di terreno fertile (3% annuo in toscana!) quale e soprattutto quello di pianura più vicino ai centri urbani. Si palesa così una delle tante contraddizioni non risolte: speculazione immobiliare versus “filiera corta”, tanto per sintetizzare. E’ evidente,”, che si dovrebbero affrontare delle scelte ed essere concreti e coerenti nei contenuti programmatici e nei provvedimenti. Questo è il senso del nostro “identitarismo” con il quale noi, che vogliamo ancora oggi definirci comunisti, vorremmo affrontare un confronto su tutte le altre “contraddizioni non risolte” sulle politiche del lavoro, dei salari e dei redditi, sulla tutela ambientale, sulla gestione dei beni e dei servizi, sulle politiche sociali. Un confronto aperto e senza infingimenti, senza tatticismi o peggio ancora politicismi. Un confronto che non vuole dire assolutamente condivisione, ma strumento al servizio di una nuova stagione di crescita culturale della società.



Andrea Corti

Consigliere provinciale

Sergio Palazzi

Segretario provinciale PdCI

Luca Barbuti

Segretario provinciale PRC


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