L'ACQUA NON SI VENDE, RIPUBBLICIZZARE L'ACQUA E' POSSIBILE:
oltre 11.000 le firme raccolte in provincia di Pisa
Il futuro dell'acqua è nella ripubblicizzazione del servizio idrico. Lo affermano con forza il milione e oltre di cittadini che in questi tre mesi hanno affollato I banchetti per la raccolta di firme per i tre referendum per l'acqua pubblica.
Abrogare tutte le norme che in questi anni hanno reso possibile la privatizzazione dell’acqua potabile in Italia, impedire che le multinazionali si impadroniscano di un bene comune fondamentale per la vita di tutti, estromettere le logiche di profitto dalla gestione del servizio, affermare che l'acqua è un bene privo di rilevanza economica perché è un diritto universale e non una merce: Lunedì 19 a Roma presso la Corte di Cassazione verranno consegnate le firme che attestano che non si può e non si deve lucrare sull'acqua.
La campagna referendaria ha riscosso un successo straordinario non solo sul territorio nazionale, ma anche in Toscana dove si è raggiunta la soglia 100.000 e nella nostra provincia dove sono oltre 11.000 le firme raccolte, pari al 222,66% dell'obbiettivo provinciale. Un risultato eccezionale, raggiunto grazie all'impegno di centinaia di “staffette” per l'acqua organizzate in comitati territoriali in tutta la provincia, che sconfessa l'attuale modello di gestione misto pubblico-privato, fondato in primo luogo sull'espropriazione della democrazia. La svendita dei beni comuni ai consigli di amministrazione delle S.p.a, governati dalle banche e dai privati. Piuttosto che dalle comunità locali deve finire ed è necessaria un'inversione di tendenza.
Questo il messaggio di migliaia di cittadini, lavoratori, amministratori che hanno sostenuto la campagna referendaria promossa dal Forum Nazionale dei Movimenti per l'acqua e da centinaia di associazioni, parrocchie, sindacati e organizzazioni, che in maniera trasversale e dal basso, hanno interpretato la volontà diffusa di difendere I beni comuni affermando la necessità di partecipazione e riappropriazione sociale di ciò che appartiene alla comunità.
Approffittando dell'ampio spazio mass mediatico di cui godono, i vari presidenti di Cispel Toscane e delle aziende di gestione del servizio idrico toscano, da Acque spa a Publiacqua spa a Nuove Acque spa possono continuare ad affannarsi per sostenere il modello di gestione attuale. Gli aumenti delle tariffe, il peggioramento della qualità del servizio, la riduzione degli investimenti raffrontati ai milioni di utili di bilancio che si spartiscono come dividenti gli azionisti hanno già determinato la vittoria culturale della campagna per l'acqua pubblica.
La richiesta di referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua ha trovato sostegno oltre le più ottimistiche previsioni e in questo senso rivolgiamo un ringraziamento particolare agli attivisti per l'acqua pubblica e ai lavoratori del servizio idrico che con entusiasmo hanno tenuto i banchetti nelle piazze di tutti i Comuni della provincia, ai consiglieri comunali e provinciali che hanno presenziato per l'autenticazione delle firme, a tutte le amministrazioni locali che hanno favorito la raccolta presso gli uffici comunali e ai lavoratori degli uffici elettorali impegnati come noi nella febbrile fase di certificazione delle firme.
COMITATO REFERENDARIO PROVINCIALE ACQUA PUBBLICA DI PISA
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