mercoledì 23 giugno 2010

“I diritti costituzionali non sono disponibili nella contrattazione né possono essere sottoposti a referendum”

La Segreteria Fp Cgil Nazionale esprime solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori FIAT di Pomigliano D’Arco, sottoposti al ricatto dell’azienda che pone in alternativa posti di lavoro e diritti costituzionali, così come previsto dall’accordo sottoscritto da altre OO.SS. di categoria dei metalmeccanici.

La Fp Cgil sostiene la battaglia intrapresa dalla FIOM e dalla CGIL contro lo smantellamento del CCNL e del suo ruolo. Riteniamo illegittimo sottoporre a referendum materie indisponibili alla contrattazione e garantite dalla Costituzione.

Siamo di fronte a un attacco congiunto e violento senza precedenti da parte del Governo e della FIAT, parte di un disegno reazionario e antidemocratico alternativo allo Statuto dei lavoratori conquistato nel 1970, che trova la sua sintesi negli obiettivi dichiarati del prossimo Statuto dei lavori.

E’ necessario che la CGIL elabori una proposta politica e di

mobilitazione (dopo lo Sciopero Generale del 25 Giugno p.v.) in grado di riaffermare uno sviluppo sociale ed economico attraverso un sistema di relazioni sindacali condivise basato sulla dignità e sulla valorizzazione del mondo del lavoro.



Comunicato Stampa della Segreteria Nazionale Fp Cgil - Solidarieta’ ai lavoratori Fiat di Pomigliano d’Arco


Roma 22 Giugno 2010

martedì 15 giugno 2010

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domenica 13 giugno 2010

Giovedì 17 giugno 2010 ore 21.45

Casa del Popolo di Vecchiano

ATTIVO

di Circolo del PRC di Vecchiano

ORDINE DEL GIORNO:

_Chiusura Tesseramento 2010

_Informativa sulle campagne referendarie

_Discussione in preparazione della

_Conferenza di Organizzazione del PRC

_Programmi futuri per il nostro territorio

(definizione calendario di incontri)

Vista l’importanza degli argomenti all’ordine del giorno invito tutti i compagni e simpatizzanti alla massima presenza e puntualità.

Il segretario del Circolo di Vecchiano del PRC

Lara Biondi

sabato 12 giugno 2010

DOMENICA 20 GIUGNO AL CIRCOLO ALBERONE A PISA

A PRANZO PER L'ORGANIZZAZIONE
DELLA FESTA


ci sarà il pranzo per l'organizzazione del lavoro alla festa di Liberazione che si svolgerà dal 1 luglio al 18 luglio a Marina di Pisa.

Per confermare la presenza comunicare entro mercoledì 16 giugno con e-mail a: lasinistra.vecchiano@gmail.com indicando il Nome Cognome e numero dei
partecipanti ed un recapito per eventuali comunicazioni.


martedì 8 giugno 2010

GIOVEDI 10 GIUGNO dalle ore 19 IN SOSTEGNO AL POPOLO PALESTINESE

APERICENA IN TERRAZZA DELLAFEDERAZIONE
via battichiodi, 6 PISA

intervento di MARTINA PIGNATTI
di " Un ponte per ... "

Giovani Comunisti

Grave ferita in Città

L’irruzione dei vigili urbani in largo Ciro Menotti per sgomberare, questa mattina, le tende della famiglie di Via Marsala costituisce una grave ferita per la convivenza civile a Pisa. Con questa misura l’amministrazione comunale consolida la sua miope linea politica: affrontare i problemi sociali, come quello del diritto negato alla casa, con l’uso della forza, in nome di un presunto rispetto del decoro e della legalità. Con questo atto il Comune viene meno ai suoi stessi impegni formali: solo venerdì scorso il sindaco Filippeschi, durante l’incontro con i rappresentanti provinciali di PRC. PdCI e SEL, con i consiglieri comunali Bini e Modafferi e con il consigliere regionale della FdS, Paolo Marini e la dirigente nazionale del PRC Roberta Fantozzi, aveva assicurato esplicitamente che non ci sarebbe stato nessun atto di forza in largo Ciro Menotti prima che i servizi sociali avessero avanzato delle proposte concrete. Queste proposte non sono ancora arrivate, ma lo sgombero è partito ugualmente. Incomprensibilmente, non si è neanche voluto attendere l’incontro, previsto in mattinata al Comune, della Commissione per la casa che avrebbe dovuto trattare anche di questa emergenza. La scelta dell’amministrazione di inviare i vigili urbani è un atto preoccupante di irresponsabilità politica: oltre a non risolvere minimamente l’emergenza abitativa e a criminalizzare cinicamente chi la pone all’attenzione, l’unico risultato di questa azione è quello di alzare il livello della tensione in città e far saltare i canali di mediazione sociale che erano stati faticosamente costruiti nelle settimane precedenti. Per colmare questo vuoto della politica, ancor più grave nell’attuale fase di crisi economica, e ristabilire un clima idoneo all’elaborazione di soluzioni condivise, come dirigenti e consiglieri comunali della sinistra, da Rifondazione Comunista ai Comunisti Italiani a Sinistra Ecologia e Libertà, abbiamo chiesto un incontro urgente al Prefetto.
Ricevuta dal Capo di gabinetto, la delegazione ha invitato la Prefettura a prendere atto degli effetti negativi che l’assenza di risposte da parte delle istituzioni comunali ha per il clima politico cittadino e a far uso dei propri poteri in materia di emergenza abitativa per fornire quelle risposte urgenti che l'amministrazione comunale non è stata ancora in grado di dare.


Dirigenti e consiglieri comunali di

Rifondazione Comunista
Comunisti Italiani
Sinistra Ecologia Libertà

domenica 6 giugno 2010

Silvestri, perché non vigilare sulle emergenze sociali?

Pisa 3 giugno 2010

La consigliera PDL Silvestri sembra molto indignata del fatto che esponenti regionali e locali della Federazione della Sinistra e di Sinistra Ecologia Libertà possano incontrare il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi. Francamente non riusciamo a comprendere appieno i motivi della sua riprovazione e soprattutto la nemmeno tanto velata minaccia di una non meglio “vigilanza” sul rispetto delle regole. Allora proviamo a ricapitolare la questione che forse per disinteresse la consigliera si è ben guardata dall’approfondire. Come è noto il nostro interessamento presso il Sindaco è stato dettato dalla precaria situazione sanitaria e dalla necessità di porre fine ad una situazione di grave disagio per le famiglie ex occupanti di via Marsala. Situazione che potremmo brevemente riassumere nella più ampia problematica di poter accedere ad affitti equi e rapportabili ai redditi spesso minimi di famiglie che potrebbero non ricadere, anche per i tempi lunghissimi di assegnazione, in quelle aventi diritto all’accesso alle case popolari. Forse la Consigliera non ha ben presente che tale situazione, anche in virtù della crisi economica e dei provvedimenti del governo da lei sostenuto potrebbe aggravarsi pesantemente nei prossimi mesi soprattutto in una città come Pisa in cui il terziario avanzato e le stesse attività economiche prevalenti inducono ad un significativo ricorso alle locazioni. Probabilmente la Consigliera tralascia di considerare che Pisa soffre di un mercato delle locazioni altrettanto pesantemente soggetto alle speculazioni, speculazioni tese a mantenere i livelli dei prezzi surrettiziamente elevati, al limite se non al di fuori, di una attività legalmente consentita. E forse la Consigliera si è dimenticata che nella normale dialettica politica non è inusuale che anche una forza di opposizione possa chiedere di essere ascoltata da chi ha le responsabilità di governo della città e che sul tema delle politiche abitative anche la Regione, dove invece siamo forza di governo, gioca un ruolo non indifferente. Speriamo quindi che tramite queste poche righe la consigliera possa finalmente comprendere i motivi del nostro interessamento, anche attraverso i nostri esponenti regionali, e delle nostre sollecitazioni al Sindaco Filippeschi affinché si adoperi per acquisire abitazioni da poter immediatamente affittare a prezzi equi per le situazioni di emergenza dovute alla morosità non colpevole, come nel caso delle famiglie di via Marsala. Il tutto, se la consigliera non l’avesse ancora capito, senza nessuna pretesa di forzature delle regole, ma nell’interesse esclusivo delle famiglie più disagiate e di quelle che potrebbero diventarlo a causa della crisi e dei tagli del suo governo.


Maurizio BINI

consigliere comunale di

Rifondazione Comunista

Sandro MODAFFERI

consigliere comunale di

Sinistra Ecologia Libertà


venerdì 4 giugno 2010

venerdì 4 giungo - Attivo PRC - Vecchiano

Stasera alle 21.30 Circolo ARCI - Casa del Popolo di Vecchiano

Attivo del PRC di Vecchiano per programmare attività future.

Tutti i compagni e simpatizzanti sono invitati a partecipare.

Circolo PRC Vecchiano


Ora basta, boicottiamo Israele


di Fabio Amato
responsabile esteri PRC

Non vi sono parole a sufficienza per definire l’attacco della marina israeliana contro la nave di pacifisti diretta a Gaza. Criminale, brutale, vergognoso. Inaudito. Un atto criminale, di terrorismo di stato. Non esistono giustificazioni per un’aggressione senza precedenti. Al momento in cui scriviamo non sappiamo con esattezza quante e chi siano le vittime, a cui esprimiamo tutto il nostro cordoglio. Il bilancio ufficiale dice 10, oltre ad un numero imprecisato di feriti. La censura ferrea dei militari israeliani impedisce di conoscere i dettagli del sanguinoso attacco. Trapelano solo le loro veline tese ad avvalorare tesi insostenibili. Difficile capire il perché di una decisione cosi disumana, oltre che avventata politicamente, come quella di aprire il fuoco su civili di una missione umanitaria. Con questa azione Israele rimarrà ancora più isolata, compromettendo seriamente le sue relazioni con la Turchia. Aiuta il ravvicinamento della potenza turca con i vicini Iran e Siria, e il disegno della leadership di Ankara di allentare i legami storici del suo paese con Israele, legami garantiti dalla casta militare con cui il governo Erdogan ha in corso un difficile braccio di ferro. Una Turchia, che, vale la pena ricordarlo, si fa paladina del popolo palestinese mentre continua a massacrare quello kurdo.Tutto il mondo arabo (ma non solo) è scosso da manifestazioni popolari di protesta. Si apre quindi uno scenario incerto, terribile, di nuove e antiche tensioni nel Medio Oriente, che potrebbe facilmente precipitare.

Tutta la comunità internazionale sta condannando l’attacco, con naturalmente toni diversi, ma anche significative eccezioni. Quelle del governo italiano, che non va oltre la deplorazione e il doveroso lutto per le vittime civili. Quelle del governo Usa, che al momento non va oltre un generico rammarico ed una esortazione a circoscrivere e fare piena luce su quanto accaduto. Gli Usa si trovano di fronte al rischio di veder saltare il loro sistema di alleanze nella regione. Il processo di pace, già fermo e morto da tempo, ma tenuto vivo solo attraverso colloqui indiretti voluti dagli Usa nonostante già destinati al fallimento, risulta definitivamente compromesso.
Non esistono giustificazioni plausibili, meno che meno quelle fantasiose che Barak, il laburista ministro della difesa israeliano, protagonista già di piombo fuso e del massacro della Striscia di Gaza, sta cercando di usare per addebitare alle vittime la responsabilità dell’accaduto. Che lui lo faccia, anche se scandaloso, non ci meraviglia. Molto meno che a sposarne la tesi siano anche esponenti del governo italiano. Il sottosegretario Alfredo Mantica definisce la missione umanitaria una «volontaria provocazione». Lo stesso fa la vice presidente della commissione esteri della camera Fiamma Nirestein. Il ministro degli esteri Frattini si augura che non si interrompano i negoziati di pace. Qualcuno lo avverta che sono belli che interrotti, fermi e bloccati, i negoziati.

Per volontà di Israele e del suo amico Bibi Netanyau, che continua a costruire colonie ed insediamenti, il muro dell’apartheid, come del resto hanno fatto tutti i suoi predecessori da Oslo in poi, seguendo il principio di prendere più terra possibile, per lasciare il nulla, o al massimo una groviera di città divise fra loro, ai palestinesi.
Oggi è il momento dello sdegno, della protesta, della giusta e sacrosanta indignazione. Ma è anche il momento di affermare con più forza l’assoluta necessità di rilanciare il movimento di solidarietà e per il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese. Una questione aperta da sessanta anni e che se non risolta aprirà nuove e più laceranti ferite fra nord e sud del Mediterraneo. Israele va messa di fronte alle sue responsabilità politiche e storiche. E per farlo non serve l’atteggiamento consolatorio, complice, o di sudditanza come quello ad esempio del nostro governo (come anche di parte dell’opposizione parlamentare), che si fregia di essere il miglior amico di Israele in Europa.
Serve, all’opposto, dimostrare un’univoca volontà politica di non tollerare più gli abusi, le violazioni del diritto internazionale che in nome dello stato di necessità vengono sistematicamente tollerate. Non basteranno dichiarazioni. Lo sosteniamo da tempo, lo ripetiamo con insistenza oggi. L’Unione Europea e i suoi governi sospendano tutti i trattati di cooperazione economica, militare e commerciale con Israele. Lo stesso facciano l’Italia e la comunità internazionale, Usa compresi. Altrimenti nulla cambierà nella politica israeliana. Non basteranno commissioni d’inchiesta, pur necessarie. Abbiamo visto quale fine abbia fatto il rapporto Goldstone sui crimini di guerra a Gaza: ignorato.