mercoledì 28 luglio 2010

Per Rebeldia: La poltica torni a fare il suo lavoro.

Rifondazione Comunista:
“Su Rebeldía importante decisione del giudice. Ora la politica torni al lavoro senza scorciatoie”
Rifondazione Comunista esprime grande soddisfazione per la decisione con cui il giudice ha fissato al 30 ottobre la data entro cui le associazioni di Rebeldía dovranno lasciare gli spazi di via Battisti. Chi sperava di trovare nella magistratura una sponda per un’operazione di sgombero in tempi brevi, magari nel cuore dell’estate, e soprattutto in assenza di una effettiva e condivisa nuova collocazione delle associazioni del progetto, è stato riportato alla realtà e al buon senso. Non si possono interrompere in modo violento e unilaterale trenta e più attività associative, il cui valore è stato riconosciuto più volte dall’intera città di Pisa. Né si possono invocare in maniera ricattatoria le penali che verrebbero pagate - non dai cittadini, ma dai responsabili dei procedimenti in Comune - per la mancata consegna dei lavori della Sesta Porta nei tempi pattuiti.
I novanta giorni che ci separano dalla scadenza del 30 ottobre dovranno essere i giorni della ritrovata responsabilità della politica, chiamata sommessamente dalla magistratura a riprendere il suo lavoro senza scorciatoie. Questo vale sia per l’amministrazione del Comune che per quella dell’Università. Infatti, al più tardi il 10 ottobre si conoscerà il nome del prossimo rettore. Tutti e tre i tre candidati hanno già marcato, sulla questione Rebeldía, la loro distanza dall’irresponsabile chiusura del rettore Pasquali, ribadendo il loro impegno a trovare una soluzione condivisa e a riconsiderare gli spazi dell’ex-Asnu come possibile nuova sede del progetto. Quest’ultima è, a nostro avviso, la migliore soluzione attualmente in campo, sia dal punto di vista logistico che economico. Ci auguriamo che nella Conferenza di servizi convocata per venerdì prossimo tutte le parti interessate ne prendano atto e si attivino per concretizzare in tempi rapidi questa soluzione.

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martedì 27 luglio 2010

Festa Comunista de La Catena San Miniato

Mercoledi 28 luglio 2010, prima serata della Festa Comunista de La Catena, aprirà la kermesse lo spettacolo teatrale “L'ultimo Sanremo del millennio” di Flavio Mazzini, autore che vanta numerose collaborazioni cinematografiche e televisive ed attivista del circolo Mario Mieli di Roma. Lo spettacolo ha debuttato nella capitale nel marzo 2010, diretto dal regista Marco Medelin. Una commedia che racconta la storia di un gruppo di amici omosessuali che hanno preso parte alla sedute “riparatrici” di un fantomatico professore allo scopo di cambiare la loro natura. Riuniti davanti la TV, decideranno di assistere collettivamente al Festival del 1999 con la presenza di una vicina ninfomane e di una pornostar disincantata. Uno spettacolo contro l'omofobia e a difesa delle minoranze. Fragoroso umorismo contro i pregiudizi. Sarà una risata che li seppellirà, tanto percitare un vecchio anarcosindacalista parigino.

Giovedi 29 luglio 2010 ore 21.30

"La crisi la paghino i padroni"

dibattito con

Giorgio CREMASCHI

segreteria nazionale FIOM - CGIL

Gianluigi PEGOLO

segreteria nazionale PRC


lunedì 26 luglio 2010

La rivoluzione dell'ACQUA

LA RIVOLUZIONE DELL’ACQUA

Un milione e quattrocentomila donne e uomini che sottoscrivono i tre referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua rappresentano una piccola grande rivoluzione.

Come tale, provoca immediato spavento nei poteri forti e in un quadro politico-istituzionale non avvezzo all’idea che possa esistere una soggettività sociale capace di prendere parola e di progettazione autonoma.

Un primo tratto di questa rivoluzione risiede nel fatto che sul tema dell’acqua si è ormai costituito, per la prima volta dopo decenni, un vero e proprio movimento nazionale di massa.

L’Italia, come ciascuno può intuire anche ad un’ osservazione superficiale, è un Paese tutt’altro che pacificato : decine di conflitti attraversano il mondo del lavoro, la società e le realtà territoriali.

Sono esperienze dotate spesso di una fortissima radicalità ma al contempo di altrettanta frammentazione.

Dentro questo contesto, il movimento per l’acqua si colloca come una fertile anomalia : estremamente reticolare e radicato nei territori, su questo humus ha saputo costruire e vivificare nel tempo –dalla legge d’iniziativa popolare alla campagna referendaria, passando per due grandi manifestazioni nazionali- una forte vertenza nazionale, capace di incidere sull’agenda politica del Paese.

Il secondo tratto risiede nel non negoziabile contrasto con il pensiero unico del mercato : dopo due decenni di egemonia della cultura dell’impresa sulla società e la vita delle persone, il movimento per l’acqua costruisce una mobilitazione densa non per ottenere qualche riduzione del danno, bensì per affermare la totale fuoriuscita dell’acqua e dei beni comuni –essenziali alla vita- dal gorgo delle Società per Azioni comunque delineate. E per affermarne la riappropriazione sociale e una gestione pubblica e partecipata dalle comunità locali.

O la Borsa o la vita, per dirla senza perifrasi.

Il terzo tratto nasce dalla straordinaria domanda di democrazia e di protagonismo sociale che questo movimento ha messo in campo e ha saputo intercettare : le donne e gli uomini che hanno profuso energie, in ogni comitato nato nella più grande metropoli così come nel più piccolo paese di montagna, e i cittadini corsi a frotte a firmare affermano la straordinaria volontà di decidere tutte e tutti in prima persona su ciò che a tutti appartiene. Per la qualità della vita nel presente oggi e una possibilità di futuro per le future generazioni.

Da questo punto di vista, il referendum è uno strumento ma anche un fine in sé, in quanto afferma il principio che su beni essenziali alla vita come l’acqua nessuna delega è autorizzata e la decisione deve appartenere a tutte e tutti.

Da ultimo, ma non per importanza, emerge il tratto di laboratorio di democrazia e partecipazione che il movimento per l’acqua ha saputo costruire in quasi un decennio di esperienza. Il costante rapporto fra locale e globale, l’approccio inclusivo verso le più diverse culture e provenienze, il metodo del consenso come elemento costitutivo di tutti processi decisionali fondamentali, hanno fatto di questa esperienza un interessante laboratorio di formazione collettiva, di saperi condivisi, di redistribuzione della conoscenza.

Un laboratorio perfettibile, ma sufficientemente attrezzato da consentire al movimento dell’acqua, a differenza di altri luoghi di costruzione dell’opposizione sociale e politica, di evitare una delle conseguenze più nefaste del degrado della politica : la nascita dei populismi, che, anche nelle loro versioni più avanzate, costruiscono appartenenza sull’elemento simbolico della personalizzazione.

Al contrario, nel movimento per l’acqua l’appartenenza nasce dalla condivisione del tema e di una piattaforma valoriale, culturale e politica che si fonda su obiettivi di radicale trasformazione della democrazia nel senso della partecipazione sociale.

Sono queste alcune delle caratteristiche che, nel determinare il successo della campagna di raccolta firme, mettono in campo un potenziale di cambiamento di grande fertilità sociale.

Un popolo che riprende collettivamente parola è molto più pericoloso di un popolo che cerca di volta in volta qualcuno a cui affidarsi.

Sarà un autunno caldo per la battaglia dell’acqua.

Sapremo rinfrescarci in primavera con una marea di SI alla riappropriazione sociale dell’acqua.

Marco Bersani- Attac Italia

ATTIVO CIRCOLO PRC VECCHIANO - 28 LUGLIO ORE 21.15 CASA DEL POPOLO VECCHIANO

Mercoledi 28 Luglio 2010 ore 21.15

Casa del Popolo di Vecchiano

ATTIVO degli iscritti

del Circolo del PRC di Vecchiano

ORDINE DEL GIORNO:

Le cose fatte e quelle da fare...

Proposte di programma PRC per le elezioni amministrative 2011

Varie ed eventuali

Tutti gli iscritti e simpatizzanti sono inviatati a partecipare

Il segretario del Circolo di Vecchiano del PRC

Lara Biondi

giovedì 22 luglio 2010

L'ACQUA NON SI VENDE!

L'ACQUA NON SI VENDE, RIPUBBLICIZZARE L'ACQUA E' POSSIBILE:
oltre 11.000 le firme raccolte in provincia di Pisa
Il futuro dell'acqua è nella ripubblicizzazione del servizio idrico. Lo affermano con forza il milione e oltre di cittadini che in questi tre mesi hanno affollato I banchetti per la raccolta di firme per i tre referendum per l'acqua pubblica.
Abrogare tutte le norme che in questi anni hanno reso possibile la privatizzazione dell’acqua potabile in Italia, impedire che le multinazionali si impadroniscano di un bene comune fondamentale per la vita di tutti, estromettere le logiche di profitto dalla gestione del servizio, affermare che l'acqua è un bene privo di rilevanza economica perché è un diritto universale e non una merce: Lunedì 19 a Roma presso la Corte di Cassazione verranno consegnate le firme che attestano che non si può e non si deve lucrare sull'acqua.
La campagna referendaria ha riscosso un successo straordinario non solo sul territorio nazionale, ma anche in Toscana dove si è raggiunta la soglia 100.000 e nella nostra provincia dove sono oltre 11.000 le firme raccolte, pari al 222,66% dell'obbiettivo provinciale. Un risultato eccezionale, raggiunto grazie all'impegno di centinaia di “staffette” per l'acqua organizzate in comitati territoriali in tutta la provincia, che sconfessa l'attuale modello di gestione misto pubblico-privato, fondato in primo luogo sull'espropriazione della democrazia. La svendita dei beni comuni ai consigli di amministrazione delle S.p.a, governati dalle banche e dai privati. Piuttosto che dalle comunità locali deve finire ed è necessaria un'inversione di tendenza.
Questo il messaggio di migliaia di cittadini, lavoratori, amministratori che hanno sostenuto la campagna referendaria promossa dal Forum Nazionale dei Movimenti per l'acqua e da centinaia di associazioni, parrocchie, sindacati e organizzazioni, che in maniera trasversale e dal basso, hanno interpretato la volontà diffusa di difendere I beni comuni affermando la necessità di partecipazione e riappropriazione sociale di ciò che appartiene alla comunità.
Approffittando dell'ampio spazio mass mediatico di cui godono, i vari presidenti di Cispel Toscane e delle aziende di gestione del servizio idrico toscano, da Acque spa a Publiacqua spa a Nuove Acque spa possono continuare ad affannarsi per sostenere il modello di gestione attuale. Gli aumenti delle tariffe, il peggioramento della qualità del servizio, la riduzione degli investimenti raffrontati ai milioni di utili di bilancio che si spartiscono come dividenti gli azionisti hanno già determinato la vittoria culturale della campagna per l'acqua pubblica.
La richiesta di referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua ha trovato sostegno oltre le più ottimistiche previsioni e in questo senso rivolgiamo un ringraziamento particolare agli attivisti per l'acqua pubblica e ai lavoratori del servizio idrico che con entusiasmo hanno tenuto i banchetti nelle piazze di tutti i Comuni della provincia, ai consiglieri comunali e provinciali che hanno presenziato per l'autenticazione delle firme, a tutte le amministrazioni locali che hanno favorito la raccolta presso gli uffici comunali e ai lavoratori degli uffici elettorali impegnati come noi nella febbrile fase di certificazione delle firme.
COMITATO REFERENDARIO PROVINCIALE ACQUA PUBBLICA DI PISA

domenica 18 luglio 2010

Stasera ore 21.30 - Festa di Liberazione a Marina di Pisa

Dibattito conclusivo della festa di Liberazione 2010
domenica 18 luglio - ore 21.30

Uscire dal capitalismo in crisi

Presentazione del libro di Paolo Ferrero
"Quel che il futuro dirà di noi"

Paolo Ferrero, segretario nazionale Rifondazione Comunista
Francuccio Gesualdi, presidente Centro Nuovo Modello di Sviluppo
Francesca Re David, direzione nazionale FIOM

modera Federico Oliveri, PRC Federazione di Pisa